Farmaci dimagranti, funzionano davvero? Cosa c’è da sapere prima di utilizzarli Foto: Aflo images
Beatrice Margani

Farmaci dimagranti, funzionano davvero? Cosa c’è da sapere prima di utilizzarli

Sono sempre più diffuse sul mercato le molecole che facilitano la perdita di peso. Ma come agiscono nel nostro organismo? Quali sono i reali benefici? E davvero tutti possono assumerli? Facciamo chiarezza

Beatrice Margani 23 Febbraio 2026

Durante gli ultimi anni sono stati autorizzati in Italia diversi farmaci che permettono di smaltire i chili in eccesso, vale a dire la Liraglutide, la Tirzepatide e la Semaglutide. Queste molecole sono nate per gestire il diabete di tipo 2 rivelandosi però un potente strumento per perdere peso.

Ma come funzionano? E con quali precauzioni si possono assumere? Vediamo…

A chi sono prescrivibili

Spieghiamo innanzitutto che questi farmaci sono prescrivibili per i pazienti obesi (con Body Mass Index maggiore o uguale a 30) e in sovrappeso (Bmi ≥27) che presentano comorbilità, ovvero altre patologie associate al sovrappeso come ipercolesterolemia, ipertensione, sindrome metabolica, insulino resistenza o apnee notturne. Vanno quindi usati sotto supervisione medica e tramite prescrizione.

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Vengono rimborsati dal Sistema sanitario nazionale solo in caso di diabete, altrimenti sono a pagamento con una spesa mensile che varia tra i 180 e 340 euro o anche di più per i dosaggi più alti. La prescrizione deve avvenire in assenza di controindicazioni, che riguardano in particolare quanti hanno una storia familiare di carcinoma midollare della tiroide e chi ha gravi problemi gastrointestinali.

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Il meccanismo del Glp-1

Si tratta di medicinali analoghi al “Glucagon like peptide-1” (Glp-1), la molecola scoperta nel 1986 dal ricercatore danese Jens Juuls Holst. Il Glp-1 è un ormone chiamato anche “incretina”, che viene rilasciato dopo i pasti sia a livello intestinale, sia nel sistema nervoso centrale. Il Glp-1 si lega al suo recettore agendo in vari modi:

• Sulla regolazione della glicemia, aumentando la produzione di insulina e diminuendo quella di glucagone
• Sulla regolazione di fame e sazietà, agendo a livello del sistema nervoso centrale
• Sullo svuotamento gastrico, rallentandone la velocità

Farmaci dimagranti, funzionano davvero? Rappresentazione grafica

Abbattere il “food noise”

Uno degli effetti più significativi è la riduzione del cosiddetto “food noise”, ovvero quel pensiero costante legato al cibo che spesso condiziona chi ha difficoltà nel gestire il peso. È proprio su questo terreno che il trattamento deve essere valorizzato: liberato da questo sottofondo mentale, il paziente può concentrarsi più efficacemente sull’educazione alimentare e su una regolare attività fisica, rese più accessibili dall’effetto farmacologico.

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Somministrazione ed effetti collaterali

La somministrazione avviene tramite un’iniezione sottocutanea, a cadenza giornaliera o settimanale a seconda del tipo di molecola. Gli effetti collaterali più comuni sono a livello gastrointestinale: nausea, diarrea, stitichezza, difficoltà digestive (soprattutto nei giorni successivi all’iniezione). Altri effetti indesiderati sono l’aumento della frequenza cardiaca (sparisce alla sospensione del trattamento), la cefalea, le infiammazioni del pancreas e la calcolosi biliare.

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Benefici e impatto sulla salute

Diversi studi evidenziano come questi farmaci portino ad una perdita che può arrivare fino al 26% del peso iniziale in un anno e mezzo di trattamento. Inoltre, riducono notevolmente il rischio di eventi cardio-vascolari e migliorano i parametri epatici, hanno quindi un grande impatto sulla salute metabolica.

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Riducono anche il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro direttamente correlato con l’obesità, come quelli al colon e al colon-retto. L’Istituto superiore di sanità ricorda tuttavia che il percorso deve comprendere modifiche dello stile di vita, come quella di praticare regolare attività fisica e alimentazione varia ed equilibrata.

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Il rovescio della medaglia

Ma vediamo ora il rovescio della medaglia. Innanzitutto, i farmaci dimagranti non sono efficaci in ugual misura su tutti i pazienti e spesso si abbandonano a causa sia degli effetti collaterali, sia dell’impegno economico che richiedono. Bisogna valutare, insomma, per ogni paziente il rapporto fra rischi e benefici nonché l’impatto positivo a lungo termine.

Cosa accade dopo la sospensione?

Bisogna poi ricordare che quando il farmaco si sospende l’effetto svanisce. Una perdita di peso molto importante e molto veloce, porta infatti a perdere non solo tessuto adiposo ma anche la massa muscolare, quella metabolicamente attiva. Quindi se riprenderemo le abitudini iniziali, il rischio sarà quello di recuperare più peso rispetto all’inizio del trattamento.

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È fondamentale perciò impostare durante la settimana pasti equilibrati e un’organizzazione alimentare consapevole: limitarsi a ridurre le quantità solo perché si avverte meno fame, infatti, rischia di riportare rapidamente alle abitudini precedenti una volta sospeso il farmaco. Le nuove abitudini acquisite dovranno poi essere mantenute anche dopo la sospensione della terapia.

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Effetti a lungo termine

Sono attualmente allo studio anche protocolli di mantenimento, che prevedono l’utilizzo del farmaco per alcuni mesi all’anno, ma si tratta di strategie ancora in fase di valutazione. Resta infine un aspetto da non sottovalutare: trattandosi di farmaci relativamente recenti, mancano ancora dati consolidati sugli eventuali effetti collaterali a lungo termine.

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Risorsa utile ma da usare con criterio

I farmaci dimagranti rappresentano, insomma, una risorsa potente che si aggiunge agli strumenti già disponibili per la tutela della salute. L’obesità, riconosciuta come patologia cronica multifattoriale, trova in queste molecole una novità terapeutica di grande rilievo.

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Non vanno né demonizzate né utilizzate con leggerezza: occorre impiegarle in modo appropriato, riservandole a chi ne ha reale necessità e accompagnandole sempre con una corretta informazione e un adeguato supporto clinico.

Soprattutto, devono inserirsi in un percorso strutturato che accompagni il paziente verso un nuovo stile di vita.

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