Il paese della biodiversità, 50 scatti sulla ricchezza italiana e l’urgenza di preservarla Tritone crestato italiano in Lombardia. Foto: ©Marco Colombo
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Il paese della biodiversità, 50 scatti sulla ricchezza italiana e l’urgenza di preservarla

Fino al 30 aprile a Roma, nella sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la mostra promossa da National Geographic Italia e National Biodiversity Future Center esplora il legame tra specie, attività umane e conseguenze dei cambiamenti climatici. Ingresso gratuito con prenotazione

Francesca Santoro 25 Febbraio 2025

Il nostro paese è, in Europa, quello che ospita la più grande varietà di specie viventi – oltre 60.000 specie animali e circa 10.000 vegetali – e il più alto tasso di specie endemiche. Inoltre, più del 50% delle specie vegetali e il 30% delle specie animali sono presenti soltanto in Italia. Questa incredibile ricchezza viene raccontata, a Roma, dall’esposizione “Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano” di National Geographic Italia e National Biodiversity Future Center (Nbfc), primo centro di ricerca italiano sulla biodiversità, in collaborazione con il Cnr che ospita la mostra. La compongono circa 50 scatti, selezionati da National Geographic, del collettivo di fotografi naturalisti The Wild Line – Marco Colombo, Bruno D’Amicis e Ugo Mellone.

La mostra “Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano”, a Roma

La mostra “Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano”, a Roma. Foto: Francesco Fotia

Perché l’Italia ha questo patrimonio

La particolare posizione protesa nel Mediterraneo, la geomorfologia, i moltissimi habitat che accoglie, l’essere sulle rotte migratorie di tante specie di uccelli tra l’Africa e il Nord Europa, sono fra le condizioni che rendono il nostro paese così ricco di biodiversità. Tuttavia la sua stessa posizione – nell’ambito del mediterraneo, hotspot del cambiamento climatico – la espone a rischi quali siccità e desertificazione nelle regioni meridionali, aumento della temperatura del mare e incremento degli eventi meteo estremi. La mostra evidenzia come questi elementi possono alterare ecosistemi già sotto pressione per l’impatto delle attività umane.

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La bellezza e i rischi che corre

Piante, invertebrati, animali acquatici, uccelli, e alcuni mammiferi iconici del nostro paese come il lupo, la volpe, l’orso marsicano: ciascuna fotografia racconta con potenza una specie, il suo comportamento, il ruolo che ha nell’ambito del suo ecosistema, le minacce cui è sottoposta. Oggi oltre il 30% del bacino del Mediterraneo ospita ecosistemi gravemente compromessi. Il National Biodiversity Future Center vede nella conservazione della biodiversità vegetale e animale una delle sfide più cruciali per l’Italia e l’intera area mediterranea.

Estendere la cultura della biodiversità

La mostra, visitabile fino al 30 aprile con ingresso gratuito su prenotazione, mira a sensibilizzare il pubblico sui temi ambientali, partendo dalle scuole, che usufruiscono di visite guidate e attività didattiche. «La tutela dei nostri ecosistemi passa non soltanto dall’impegno del mondo scientifico o dalla messa a punto di tecnologie di ripristino e prevenzione, ma anche da una cultura della biodiversità, estesa e trasversale a tutta la società» spiega Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr. Aggiunge Marco Cattaneo, direttore di National Geographic:

Il direttore di National Geographic, Marco Cattaneo, con la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza

Il direttore di National Geographic, Marco Cattaneo, con la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza. Foto: Francesco Fotia

«Il messaggio è che la natura va salvaguardata nella sua complessità e che la biodiversità è un capitale di valore inestimabile».

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