Sanremo, il Crea festeggia cento anni di ricerca in floricoltura Foto: CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria
Ricerca

Sanremo, il Crea festeggia cento anni di ricerca in floricoltura

L’ente dedicato alla ricerca agroalimentare ha festeggiato l’anniversario della Stazione sperimentale diretta da Mario Calvino ed Eva Mameli nella cittadina ligure che proprio in questi giorni ospita la kermesse canora. Le sfide dell’innovazione nel segno dell’agrobiodiversità

 

Francesca Santoro 12 Febbraio 2025

Cento anni. Sono quelli passati dalla nascita della prima Stazione Sperimentale per la Floricoltura italiana. Dove? A Sanremo, ovviamente: la città dei fiori che in questi giorni è sotto i riflettori per l’edizione numero 75 del Festival della canzone italiana. Qui infatti, dove l’esposizione al sole e le temperature miti consentivano il fiorire di giardini con essenze mediterranee e tropicali durante tutto l’anno, attraverso il Regio decreto del 25 gennaio 1925 veniva fondato questo ente che oggi fa parte del CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, come sede del Centro di ricerca di Orticoltura e Florovivaismo.

Foto: CREA 

 

Ma qual è la storia di questa importante istituzione?

I pionieri della floricoltura

Grande impulso alla Stazione Sperimentale viene dato dal primo direttore: Mario Calvino (nella foto in apertura), scienziato, divulgatore, educatore, nonché padre dello scrittore Italo. Nei viaggi in Centro America conosce specie tropicali e subtropicali e contribuisce a introdurre e a fare acclimatare piante esotiche, divulgando tecniche e conoscenza. Sua moglie Eva Mameli è una tra le prime donne laureate in Scienze Naturali e la prima a ottenere la libera docenza in botanica.

Rose, garofani, ortensie e orchidee

In quell’inizio Novecento si era compresa dunque l’opportunità di passare, nel Ponente ligure, dalla coltivazione di limoni e agrumi a quella intensiva di fiori, anche d’inverno. Tra i primi a essere prodotti ed esportati in tutta Italia, rose e garofani. Mario ed Eva, che gli succederà nella direzione, rendono la Stazione Sperimentale un punto di riferimento internazionale del settore, grazie a studi innovativi, pubblicazioni e alla partecipazione a eventi del settore in cui venivano presentate le nuove varietà.

Foto: CREA

Un secolo di ricerca

L’attuale sede, “Villa Bel Respiro” è acquisita nel 1953. Nel 1967 il Ministero dell’agricoltura trasforma la Stazione nel nuovo Istituto Sperimentale per la Floricoltura. Nel corso degli anni Novanta nasce il laboratorio di Biotecnologie, micropropagazione e colture in vitro, che apre alla partecipazione a progetti internazionali.

Leggi anche:  Cile, il risveglio anticipato dei fiori nel deserto

Nel 2007 l’istituzione diventa una Unità di Ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali (CRA-FSO). Oggi, come sede CREA del Centro di ricerca di Orticoltura e Florovivaismo, è ricca di laboratori di coltura in vitro di tessuti vegetali, di Biologia molecolare, di Microscopia e Biochimica.

Innovazione agronomica

Molte le collaborazioni con università italiane ed enti di ricerca europei. Il Centro continua a essere un punto di riferimento per coltivatori e ibridatori e nel contempo conduce studi e ricerche sul miglioramento genetico, sulla propagazione in vivo ed in vitro, sulla difesa sostenibile delle piante, la sostenibilità delle coltivazioni, sull’agrobiodiversità. I ricercatori lavorano sul genome editing e sulla qualità dei prodotti per ottenere fiori e piante adatte a nuovi bisogni e contesti.

piante del Centro di ricerca di Orticoltura e Florovivaismo del CREAFoto: CREA

E adesso un tema centrale sono le sfide dal punto di vista climatico per questo settore così importante per l’economia e l’identità italiana.

 

Condividi questo articolo: