Cosmetici solidi, la beauty revolution che aiuta l’ambiente e il portafoglio Foto: Marcela Vieira / Getty Images
Letizia Palmisano

Cosmetici solidi, la beauty revolution che aiuta l’ambiente e il portafoglio

Shampoo, deodorante, dentifricio… I prodotti compatti e senza imballaggio in plastica rappresentano una valida alternativa a quelli nei classici flaconi. Scopriamo le virtù e le tipologie di questa scelta, con un occhio anche agli ingredienti

Letizia Palmisano 13 Ottobre 2025

Capita anche a voi di entrare nella doccia e di inciampare su qualche bottiglia di shampoo, balsamo o bagnoschiuma? Non riuscite più ad ignorare quanto sia voluminosa la raccolta differenziata della plastica a causa dei contenitori di saponi e detergenti vari? Beh, se tutti questi flaconi, tubetti e barattoli vi danno da pensare, sappiate che un’alternativa esiste.

Cosmetici solidi: immagine decorativa, una coppia guarda verso il basso

Foto: Freepik

Ed è più concreta, anzi… più solida di quanto immaginiate. Vediamo di cosa si tratta!

Una rivoluzione per la beauty routine

Stiamo parlando dei cosmetici solidi, una vera e propria rivoluzione per la nostra “beauty routine” che ci aiuta a ridurre drasticamente il volume degli imballaggi di plastica che produciamo e a conservare spazio all’interno delle nostre case. E dopo anni di esperienza personale possiamo dire che rappresentano una delle scelte più semplici ed efficaci per mettere a dieta la pattumiera.

Cosmetici solidi: diversi prodotti in mostra

Foto: Freepik

Zero acqua

Il concetto alla base dei cosmetici solidi è tanto semplice quanto geniale: eliminare l’acqua dalle formulazioni. Un prodotto cosmetico tradizionale – come uno shampoo o un bagnoschiuma ma anche il detersivo per i piatti – ha solitamente, come primo ingrediente, proprio l’acqua. Rimuovendola, si ottiene un prodotto concentrato, compatto e che, soprattutto, non necessita di un contenitore di plastica.

Cosmetici solidi: una ragazza usa lo shampoo solido

Foto: Canva / Africa images

Vantaggi ambientali

Questo si traduce in un vantaggio ambientale diretto e misurabile. Analizzando i dati forniti da uno dei più noti produttori italiani, uno shampoo solido da 50 gr equivale ad uno shampoo liquido da 300 ml, mentre un balsamo di 40 gr ad uno di 200 ml. I numeri bastano, quindi, a comprendere che, optando per un detergente solido, è possibile ridurre la plastica necessaria al nostro benessere.

Foto: Freepik/Ia

Pratico e durevole

I benefici, però, non si fermano al packaging perché c’è un aspetto da non trascurare: la praticità. Occupano poco spazio e il loro peso contenuto aiuta a portarli comodamente a casa dopo il loro acquisto e mentre siamo in viaggio.

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Non si rischia poi che il tappo del contenitore si apra e si disperda tutto il contenuto. La loro formula concentrata, inoltre, li rende incredibilmente duraturi: un panetto di shampoo o di balsamo può durare davvero a lungo, garantendo un notevole risparmio economico nel lungo periodo.

Cosmetici solidi: pastiglie di dentifricio e uno spazzolino

Foto: Rimma Bondarenko

Tipologie a disposizione

Ma quali tipologie di sapone solidi esistono? L’universo della cosmetica solida è in continua espansione ed oggi è possibile trovare un’alternativa “nuda” per quasi ogni prodotto della nostra routine di bellezza. Non si tratta più solo delle classiche “saponette” della nonna, ma di formulazioni innovative studiate per specifiche esigenze. Eccole:

  • Shampoo e balsamo solido. Sono stati i pionieri di questa rivoluzione e ne esistono praticamente per ogni tipo di capello (secchi, grassi, trattati, antiforfora).
  • Bagnoschiuma e detergenti solidi. Dalle profumazioni avvolgenti e dalle texture cremose, trasformano la doccia in un momento di piacere sostenibile. Esistono anche detergenti viso solidi, formulati per essere delicati sulla pelle e persino per essere utilizzati come struccanti (da abbinare a dischetti lavabili… ovviamente).
  • Dentifricio solido. Si presenta in pastiglie da masticare o in polvere: una soluzione innovativa per dire addio ai tubetti di plastica difficilmente riciclabili.
  • Deodorante solido. In stick o in crema, spesso formulato senza sali di alluminio e con ingredienti naturali che combattono i cattivi odori, garantisce efficacia e delicatezza.
  • Creme e burri corpo solidi. Si sciolgono a contatto con il calore della pelle, idratandola e nutrendola in profondità. Sono perfetti come doposole o per trattare zone particolarmente secche.
  • Profumo solido. Una piccola chicca da portare sempre con sé. Racchiuso in eleganti cofanetti metallici, permette di rinfrescare la propria fragranza preferita in ogni momento della giornata.

 

 

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Certificazioni utili

Se la scelta di un cosmetico solido rappresenta un passo fondamentale verso la riduzione della plastica, è importante non fermarsi all’apparenza ritenendo che plastic free faccia rima con sapone eco-bio. Dopo il packaging, il passo successivo è cercare le certificazioni ecologiche e biologiche. Marchi come Ecolabel Ue garantiscono che il prodotto abbia un ridotto impatto ambientale durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento.

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Le certificazioni biologiche, come Cosmos, Icea o Aiab, assicurano che una percentuale significativa degli ingredienti provenga da agricoltura biologica e che nella formula siano assenti sostanze controverse come derivati del petrolio, siliconi e Ogm.

Quattro certificazioni bio per i cosmetici

Cosmetici solidi: i loghi delle certificazioni bio

E gli ingredienti?

Un altro strumento preziosissimo a nostra disposizione è il portale Eco Bio Control, creato dal chimico Fabrizio Zago. Questo database, disponibile anche come app, permette di analizzare l’Inci (la lista degli ingredienti) di qualsiasi prodotto cosmetico.

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Inserendo i nomi, spesso complessi, delle sostanze, il sistema restituisce una valutazione tramite un sistema a “semaforo” (verde, giallo, rosso), indicandone il grado di ecocompatibilità e sicurezza.

Cosmetici solidi: un volto di donna con una crema spalmata per metà

Foto: Choreograph/Getty Images

È un modo per andare oltre le promesse del marketing e capire veramente cosa stiamo per spalmare sulla nostra pelle e, di conseguenza, cosa stiamo immettendo nell’ambiente.

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