Nell’antico Egitto era considerata un frutto sacro alla dea della fertilità Iside, nella mitologia greca la pera era associata ad Era, la cui statua a Micene si narra fosse realizzata con legno di pero. Ma anche alla dea dell’amore Afrodite (che i Tebani chiamavano Onca, che significava appunto “pero” in epoca pre-ellenica) e ad Atena.
Menzionata da Omero nell’Odissea e in alcuni scritti di Ippocrate e Teofrasto, la pera è un frutto nato, come molti altri, nell’amica Cina occidentale, dove la specie pyurs pyrifolia era presente già più di 4.000 anni fa.

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Mentre nel Medio Oriente dove, nelle zone dell’Asia minore e del Caucaso, ha avuto origine il pyrus communis, la specie di pero oggi più diffusa.
Un po’ di storia
La diffusione della pera in Europa prosegue nei secoli successivi alla fine dell’impero romano: in epoca medievale diventa molto comune soprattutto all’interno degli ordini monastici. E saranno proprio monaci e monache a tramandarne gli usi e le modalità di coltivazione. Nel frattempo il frutto si diffonde in tutto il Vecchio Continente ma fino al Settecento resta pressoché confinato ai giardini nobiliari, considerato alimento di lusso. I missionari spagnoli lo portano nel Nuovo Mondo, in particolare in Messico e sulle coste dell’odierna California.

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L’epoca d’oro della pera è quella a cavallo tra ‘700 e ‘800, quando troverà fortuna commerciale e diffusione.
Proprietà
Le pere sono ricche di fibre, potassio e rame, inoltre sono fonte di manganese, vitamina B12 e vitamina E. Frutto facilmente digeribile, proprio per la presenza di fibre può regolarizzare l’intestino. Altro aspetto importante sono le proprietà antiossidanti, conferite dalla buona presenza di polifenoli, utilissimi contro i radicali liberi e per favorire la salute dei vasi sanguigni.

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Diffusione e varietà
Sarebbero circa tremila le varietà di pere, conosciute e diffuse in tutto il mondo, almeno secondo i dati del Pear Bureau Northwest. Le più celebri e comuni sono sicuramente la Williams e la Conference, entrambe di origini inglesi, diffuse in Italia a partire dagli anni ’50 del ‘900. I maggiori produttori mondiali di pere sono Cina, Stati Uniti, Argentina e Cile. In Italia le aziende agricole che le coltivano sono circa 3500, per un totale di circa 29.500 ettari di territorio, il 95% dei quali distribuito tra Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Toscana.
In particolare in Emilia-Romagna si concentra il 70% della produzione nazionale. Il periodo di maturazione della maggior parte delle pere è l’autunno: tra settembre e ottobre infatti troviamo le Conference, Kaiser, Abate Fétel, Falstaff, Rosada, Bonne-Louise, Concorde e la Decana del Comizio.

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Curiosità e detti
Presente dagli albori nella cultura e nell’immaginario collettivo, la pera ha dato vita a molti detti e espressioni. Tra ‘700 e ‘800 diviene cibo da passeggio, offerta lungo le strade da venditori ambulanti che preparavano pere cotte, ricoperte di caramello e infilzate in un bastoncino per farle mordere comodamente. Da qui il termine “peracottaro”, in uso ancora oggi in molte regioni italiane, con un significato scherzoso di persona poco affidabile.
In Cina invece il pero è simbolo di giustizia, longevità, purezza, saggezza e buona amministrazione, mentre i fiori di pero sono simbolo di lutto, sia per il colore bianco (che in Oriente è colore funebre) dei petali che per la loro “vita breve”. In Giappone al pero viene invece attribuita la capacità di tenere lontano il male.
Guarda la testimonianza di un venditore ambulante di pere cotte.
Fonte: Catalogo generale dei Beni culturali
Buone da mangiare e da bere
Oltre ad essere ottime (e sane) da mangiare come semplice frutta, le pere sono buonissime anche in molte ricette, sia dolci che salate. Si va dalle canoniche torte, inclusa quella con il formidabile binomio pera-cioccolato, a ciambelloni, crostate, cheesecake, strudel, plumcake e confetture varie. Ma le pere sono perfette anche in versione salata: ottime coprotagoniste del risotto insieme al gorgonzola, sono adattissime a insalate, bruschette, antipasti a base soprattutto di gorgonzola o altri formaggi dal sapore forte, quiche, sandwich o torte salate.
Da non dimenticare poi le classiche pere cotte, condite con spezie varie e le mostarde, diffuse in particolare nelle regioni settentrionali, di cui la pera è fra gli ingredienti più utilizzati. Il versante da bere non è da meno: il classico, gustosissimo succo di pera è ottimo anche con l’aggiunta di un goccio di latte (provare per credere).
Altrettanto classico, sul versante alcolico, è il binomio rum e pera, mentre meno conosciuti ma altrettanto buoni sono i vari liquori alla pera e cocktail.



