Viaggio in Piemonte, alla riscoperta della Fragola di Tortona: unica e profumata Foto: Presidio Slow Food di Tortona (Al)
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Viaggio in Piemonte, alla riscoperta della Fragola di Tortona: unica e profumata

Un paesaggio di grande pregio, costellato di antichi borghi e colline verdeggianti. Si coltiva qui, con un’antica tecnica, il frutto gustoso e dall’inconfondibile aroma di moscato. Un percorso anche ciclabile fra arte, sapori e natura

Maria Grazia Tornisiello 28 Aprile 2025

Esiste forse per tutti un posto delle fragole, per dirla alla Ingmar Bergman.  E il nostro l’abbiamo trovato nel piccolo centro piemontese di Tortona, in provincia di Alessandria. Qui, tra colline sinuose e pendii scoscesi, si coltiva la Fragola di Tortona, comunemente detta “la Profumata” per il suo aroma intenso.

La fragola di Tortona

Foto: Presidio Slow Food di Tortona (Al)

La presenza della fragola nel tortonese è attestata al 1411 in un registro della pieve del vicino paese di Garbagna dove, tra i prodotti ortofrutticoli locali, sono indicate le magiostre, i frutti di maggio, o “fravole”.

Come si coltiva

A seguire, nel 1631, in un atto comunale si fa riferimento ad una strada chiamata Fragolaria e, nella metà del XIX secolo, sulla Cronaca di Tortona, compare per la prima volta il termine “Profumata”. Dal nome scientifico “Fragaria moschata”, questa fragola ha la particolarità di essere una specie dioica, una pianta cioè che porta solo fiori maschili o solo fiori femminili, per cui nello stesso appezzamento occorre coltivare entrambi i generi.

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La coltivazione avviene su un suolo pacciamato con uno strato di materiale inerte che evita in tal modo la crescita di infestanti e contribuisce alla regolazione termica del terreno.Dopo aver effettuato il trapianto durante il periodo estivo-autunnale, a fine inverno si esegue una toelettatura delle piante con l’asportazione del fogliame secco per arrivare infine, alla fase della raccolta eseguita in piena maturazione e concentrata nell’arco di due settimane tra la fine di maggio e i primi di giugno, in base alle condizioni climatiche.

Presidio slow food di Tortona

Foto: Presidio slow food di Tortona

Salvata dall’estinzione

Dopo la crisi del dopoguerra legata alla difficoltà d’impollinazione (c’erano più piante femmine) ed alla commercializzazione di fragole meno pregiate e più a buon mercato, questo prodotto rischiava l’estinzione. Fortunatamente, grazie alla messa in atto di progetti ed attività di ricerca, nel Duemila è arrivato l’ambito riconoscimento del Presidio Slow Food. Poi, a due anni di distanza, alcuni produttori hanno dato vita al Consorzio per la valorizzazione e la tutela della Fragola di Tortona sotto il patrocinio del Comune. Così racconta Ivana Nobile, una delle custodi del presidio e titolare dell’azienda agricola Le Giuliandre: «Questi deliziosi frutti sono simili al lampone come dimensione e colore, presentano un colore rosso cupo, con una superficie quasi irregolare e poco luminosa». Già, ma il profumo da dove deriva?

Ivana Nobile, Presidio Slow Food di Tortona, Fragole

Foto: Presidio Slow Food di Tortona

«Semplice, dalla polpa bianca che, quando la maturazione è perfetta, sprigiona una penetrante profumazione di moscato con un sapore dolce, unico e inconfondibile».

Leccornia di giornata

Nei primi anni del ‘900, prosegue Ivana, tutta Tortona a maggio si fermava per dedicarsi alla raccolta, specialmente le donne che lavoravano nelle numerose filande, tant’è che fu istituito il Mercato delle fragole e la Profumata veniva venduta persino nelle piazze di Alessandria, Novi Ligure, Genova e verso la Valle dello Scrivia. «Oggi, se capita che qualche anziano della zona passi ad acquistare in azienda, non c’è volta che non ci inondi il cuore di questi ricordi» aggiunge la coltivatrice.

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Commercializzata in cestini da 200 grammi, a causa della sua deperibilità la fragola di Tortona va consumata entro la giornata e rappresenta una vera e propria leccornia. Lo sanno bene i tortonesi che amano degustarla intera, cosparsa di zucchero e di Barbera o Brachetto oppure, fuori stagione, sotto forma di confettura.

La fragola di Tortona, una confezione

Foto: Presidio slow food di Tortona

Terra di confine

Crocevia di popoli e terra di confine, la zona del tortonese, oltre che per le fragole, è nota anche per la bellezza dei paesaggi e la ricchezza della sua storia. Passeggiando sulla via Emilia infatti, il principale asse viario di Tortona, si possono notare tracce di monumenti e resti di strutture di origine romana e, per chi abbia voglia di saperne di più sul suo affascinante passato, merita una visita il Ma. De., il Museo archeologico Dertona all’interno del quattrocentesco Palazzo Guidobono.

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A soli cinque chilometri dal centro storico di Tortona, una comoda ciclabile conduce nel vicino paese di Viguzzolo, dove sorge la Pieve romanica di Santa Maria Assunta. Costruito nell’XI secolo, l’edificio ha tre navate terminanti con absidi semicircolari e la facciata presenta una porta ad arco a tutto sesto. Una curiosità: da alcuni anni qui è stato sistemato un Crocefisso ligneo del XVI secolo la cui testa, grazie ad uno snodo, può muoversi dall’alto verso il basso e, alcuni studi effettuati hanno stabilito che veniva utilizzato durante i processi dell’Inquisizione.

 

Paesaggio da quadro

Proseguiamo poi verso Volpedo, uno dei borghi più belli d’Italia che ha dato i natali al pittore Giuseppe Pellizza, autore del celebre dipinto “Quarto Stato” che rappresenta le rivendicazioni dei lavoratori di fine ‘800. Qui, non solo possiamo andare alla scoperta dei luoghi raffigurati nel quadro, come Piazza Quarto Stato dove un lampione indica il punto esatto in cui il pittore piazzava il cavalletto, ma spingerci fino ad un’altra antica pieve, quella di San Pietro. Anch’essa in stile romanico, risalente al X secolo, è decorata con affreschi in stile gotico dei fratelli Boxilio, tra cui quello che raffigura il Cristo Pantocratore attorniato dai simboli degli evangelisti.

Un campo di fragole in fiore, a Tortona (Ale)

Foto: Presidio slow food di Tortona

E tutt’intorno è un susseguirsi di verdi colline, boschi e campi che ci riempiono gli occhi di infinita bellezza.

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