Andrea Margaritelli
Sostenibilità

Ode al legno. E alle foreste. Andrea Margaritelli, l’artefice delle filiere sostenibili, si racconta

La sua vita è legata a filo doppio, come imprenditore e promotore di progetti culturali, alla materia prima che accompagna da sempre l’umanità.  E che oggi si presenta come una chiave fondamentale per l’innovazione nel campo del design e non solo. Uno sguardo nel futuro degli ecosistemi arborei insieme al presidente dell’Istituto nazionale di architettura e della Fondazione Guglielmo Giordano

Anastasia Verrelli 23 Settembre 2023

«Gestire le foreste in maniera sostenibile richiede una visione di  lungo periodo, gli alberi che piantiamo oggi infatti saranno beneficio delle generazioni che verranno. Ma questa lungimiranza, questa forma di generosità rappresenta l’unico modo per garantire davvero un futuro al nostro pianeta e alla comunità umana che lo custodisce». Andrea Margaritelli, innovatore nel campo del legno e della gestione forestale, è il presidente del prestigioso Istituto Nazionale di Architettura fondato nel 1959 da Bruno Zevi.

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La sua è una biografia poliedrica: ingegnere di formazione, guida da diversi anni l’azienda di famiglia, la Listone Giordano, promuovendo processi sostenibili e soluzioni d’avanguardia nella produzione di parquet d’eccellenza. Tramite la fondazione intitolata al celebre tecnologo del legno, il professor Guglielmo Giordano, è impegnato nella promozione della cultura ambientale mescolando arte, architettura, scienza , design. La sua più recente creazione è Seed, il festival internazionale di architettura di cui si è svolta la prima edizione nell’aprile scorso fra Perugia ed Assisi, nel cuore di quell’Umbria dove ha messo radici la sua azienda, fra i vigneti di Miralduolo di Torgiano:

 

Giuseppe Margaritelli, al centro, accanto ai figli Andrea e Luca e ai nipoti Dario e Fernando (Foto: Archivio di famiglia)

«La consapevolezza è un punto di partenza, gli strumenti normativi sono fondamentali – dice – Ma per evolverci verso la sostenibilità serve un cambio di comportamento, partendo dalla base della società e dalla formazione culturale delle persone».

La sua attività, il suo impegno sociale e culturale ruota intorno alla foresta. Che cosa rappresenta per lei questo habitat? Perché lo reputa così importante?

La foresta è cruciale per il nostro benessere e si è rivelata fondamentale nella lotta al cambiamento climatico. In passato, il focus era sulla tutela delle foreste per evitare la deforestazione, oggi gli scienziati ci incoraggiano ad utilizzare il legno, soprattutto nell’architettura, riconoscendolo come il materiale del futuro. Le foreste e gli oceani sono le componenti principali del nostro pianeta capaci di combattere il cambiamento climatico aumentando la capacità di assorbimento. Nei paesi sviluppati dal punto di vista economico, le foreste sono in crescita grazie ad una gestione sostenibile che tiene conto di aspetti ambientali, economici e sociali. Una foresta sostenibile genera anche valore economico, rendendola preziosa per le comunità. Invece, nei paesi emergenti, la mancanza di riconoscimento del valore delle foreste spinge alla deforestazione per dare spazio all’agricoltura e al pascolo. E questo rischia di danneggiarli irrimediabilmente.

 

Foto: Canva

L’utilizzo del legno in architettura sta diventando sempre più popolare. Quali sono i vantaggi ambientali nell’utilizzo di questo materiale? E come si può garantire che questo avvenga in modo responsabile e sostenibile?

Il legno è un materiale prezioso nell’architettura poiché dona immediati benefici al nostro benessere. Come isolante ci protegge dal freddo, dal caldo e dai rumori, creando un ambiente confortevole. La sua bellezza naturale, l’accoglienza calorosa e le venature che raccontano storie di decenni o secoli passati, suscitano ammirazione. Il legno è stato il primo compagno dell’umanità, un rifugio ancestrale che ci ha offerto sicurezza, caldo e utensili. È riconosciuto per la sua straordinaria resistenza, in grado di sopportare flessione, compressione e trazione, rendendolo l’ideale per le costruzioni. Offre un importante beneficio sociale ed etico: è un valido supporto nella lotta al cambiamento climatico. Può essere prodotto in modo sostenibile, con una politica di piantumazione di nuovi alberi per ogni pianta tagliata.

Queste caratteristiche pongono il legno al centro dell’attenzione di progettisti e architetti che cercano un materiale piacevole, bello e sostenibile.

Quali sono le priorità per promuovere una gestione sostenibile del patrimonio forestale?

La parola chiave è “gestione forestale sostenibile”. La foresta ci offre un materiale eccezionale per le costruzioni e aiuta a ridurre l’anidride carbonica dall’atmosfera, ma è essenziale garantire che le piante tagliate vengano riforestate. Questa garanzia è data dalla responsabilità degli operatori del settore e dalle certificazioni Fsc e Pefc. Questi strumenti sono fondamentali per assicurare che il materiale utilizzato sia davvero sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. L’applicazione di protocolli di gestione forestale sostenibile permette alla foresta di completare il suo ciclo di vita e prepararsi per un nuovo ciclo, assicurando un futuro sostenibile.

 

Alberi, foresta

Foto: Canva

In che modo attraverso la sua attività da imprenditore promuove una cultura della sostenibilità nell’utilizzo del legno, del rapporto con le foreste?

La nostra famiglia è legata al mondo del legno da cinque generazioni e nel 1984 viene brevettato il marchio Listone Giordano. Una nostra caratteristica peculiare è stata la piantumazione di una foresta per celebrare la nascita di ogni nuova generazione. Mio nonno ha piantato una foresta alla fine degli anni ’20 in Umbria, la regione dove risiedono le nostre radici e dove si trova la nostra sede principale. Successivamente, mio padre e i suoi fratelli hanno piantato una seconda foresta nella stessa zona nel 1969. Oggi, queste due foreste coprono una superficie di 25 ettari. La nostra generazione ha proseguito questa tradizione e, nel 1999, abbiamo piantato 22mila alberi, dando vita a un progetto di riforestazione unico, mirato alla produzione di legno di latifoglie a lenta crescita.

Di cosa si tratta?

È la Fondazione Guglielmo Giordano che abbiamo istituito nel Duemila e che si dedica a promuovere la cultura del legno come materiale sostenibile. La Fondazione si occupa anche dell’utilizzo del legno in architettura e design, nonché degli aspetti delle foreste in relazione al cambiamento climatico e alla lotta contro di esso. Una delle iniziative comunicative più recenti della Fondazione è stata l’organizzazione di Seed – Design actions for the future, il Festival internazionale di architettura. Abbiamo coinvolto progettisti, architetti e designer provenienti da tutto il mondo, affinché collaborassero con scienziati e altre figure del mondo umanistico per affrontare tematiche legate alla sostenibilità.

 

Alberi, foresta

Foto: Getty

Oggi gli squilibri climatici diventano sempre più percepibili da parte anche delle persone comuni, visti gli eventi estremi ormai ricorrenti. Basta questo per costruire una consapevolezza intorno a questa sfida per l’umanità?

La sfida ambientale è stata vista per un lungo periodo come imposizione di normative dall’alto, ma questo davvero non è più sufficiente. I cambiamenti climatici sono rapidi e richiedono azioni immediate. Le normative internazionali e nazionali sono importanti, ma i comportamenti virtuosi lo sono altrettanto. Dobbiamo combinare entrambi per ottenere risultati. La crescente sensibilità sta influenzando molteplici aspetti, come la promozione di trasporti alternativi, l’uso di energie rinnovabili e la progettazione urbana eco-friendly. I fenomeni estremi certamente facilitano la percezione degli squilibri ecosistemici che abbiamo davanti ma certo non può essere questo un fattore di cambiamento. Occorrono processi educativi profondi, scelte concrete e una narrazione d’insieme che guardi in una direzione nuova.

E anche l’architettura è chiamata a giocare un ruolo importante per costruire un contesto di bellezza, vivibilità  ed efficienza che renda credibile questa transizione.

 

 

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