Itinerari

Cuor di castagna, nei boschi d’Irpinia alla ricerca di un frutto ricco e goloso

Una prelibatezza dalla pasta croccante e saporita, che si produce in un territorio ricco di natura e storia, fra Avellino e Salerno. Scopriamo insieme il marrone di Serino, l’unico al quale l’Ue ha concesso il doppio riconoscimento Dop e Igp

Maria Grazia Tornisiello 9 Ottobre 2023

“Le castagne sono la pace del focolare. Cose d’altri tempi. Crepitare di vecchi legni, pellegrini smarriti”. I versi del poeta spagnolo Federico García Lorca c’introducono alla scoperta di un goloso frutto autunnale dalla storia molto antica. Sono ben 15 le varietà di castagne e marroni, vale a dire i loro stretti parenti più grossi e tondeggianti, prodotti in Italia ad aver ottenuto i riconoscimenti Dop e Igp.

Tra questi c’è il marrone o castagna di Serino in Irpinia che si fregia dal 2018 dell’Indicazione geografica protetta. Ed è l’unica cui l’Ue abbia concesso una doppia denominazione, riconoscendo la storicità di entrambe le diciture.

La castagna di Serino con la sua caratteristica raggiatura stellare

La castagna di Serino con la sua caratteristica raggiatura stellare (Foto: Pro Loco)

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Leccornia benedettina

Dimensioni medio-grandi, buccia di color marrone lucido, forma rotondeggiante asimmetrica, polpa a pasta bianca soda e croccante ed un buon sapore dolce, caratterizzano questa leccornia. La presenza dei castagneti in terra d’Irpinia – quella terra di passaggio che sta al centro dei monti d’Italia – come cantava Virgilio oltre duemila anni fa, risale all’epoca dei Romani. Anche se, già nel paleolitico secondo alcuni rilievi archeologici, vi era un’ampia presenza del castagno nel territorio.

Ma fu solo nel Medioevo, grazie ai frati benedettini di Cava de’ Tirreni e di Montevergine, che questa coltura divenne parte preponderante dell’economia locale.

I boschi di Serino, dove prolifera il castagno (Foto: Pro Loco)

I boschi di Serino, dove prolifera il castagno (Foto: Pro Loco)

Coltivata su una superficie di circa 3.600 ettari (2.400 nell’avellinese e 1.200 nel versante salernitano), con una produzione media annua di 60mila quintali, la castagna di Serino è una delle migliori d’Italia ed è esportata su scala internazionale.

Un consorzio per valorizzarla

Indicata sia per il consumo fresco, sia per la produzione di marmellate e marron glacé, può contare su un terreno di origine vulcanica, ricco di elementi minerali e con un alto grado di fertilità ed umidità. I comuni di produzione sono 18, di cui 13 nella provincia di Avellino e cinque in quella di Salerno.  Inoltre, lo scorso giugno, grazie ad un lungo lavoro di squadra, ha finalmente visto la luce il “Consorzio di tutela della Castagna e del Marrone di Serino Igp” con 22 soci fondatori, come spiega la presidente Giulia Ingino, giovane imprenditrice del settore castanicolo:

 

Giulia Ignino

«Un importante traguardo per valorizzare il prodotto campano e sensibilizzare sempre di più comuni e aziende della zona verso progetti innovativi che permettano di cogliere le future sfide del mercato».

Buona e salutare

Nel tempo la cura e l’attenzione dei coltivatori nei riguardi della castagna serinese, grazie anche alla sua versatilità, l’hanno resa un prodotto d’eccellenza. Tanto che la gastronomia irpina e non solo, ne fa largo uso per la preparazione di piatti tipici e di ricette innovative. Ricche di potassio, fosforo, magnesio e vitamine del gruppo B, le castagne hanno ottime proprietà nutrizionali, sono delle preziose alleate nell’alimentazione degli sportivi e la farina che se ne ricava rappresenta un valido sostituto per coloro che soffrono di intolleranze ai cereali.

 

Il rito della raccolta

È proprio in autunno, tra la fine di settembre e gli inizi di novembre, che si ripete il rito della raccolta delle castagne. Un rito collettivo tramandato di generazione in generazione che culmina nel mese di ottobre con l’antica Sagra della Castagna di Serino IGP. Per ben tre giorni infatti (quest’anno si svolge dal 13 al 15 ottobre), il centro storico della frazione di Rivottoli si trasforma in un vero e proprio paese della cuccagna con tante prelibatezze da gustare, eventi culturali e visite al Museo della Castagna.

 

Una vista dall'alto della la Sagra della Castagna di Serino

Quest’anno la Sagra della Castagna di Serino si tiene dal 13 al 15 ottobre (Foto: Pro Loco)

Perle nel territorio

Un’occasione per scoprire il territorio circostante. Qui, fra paesaggi sorprendenti e borghi pittoreschi, si snodano incantevoli sentieri all’ombra di castagneti e faggeti, come quello che da Serino conduce a Giffoni Valle Piana (Sa) dove si estende il “Parco faunistico Civita”, una vera oasi di pace immersa nel verde, ideale per escursioni a piedi o in bicicletta. Nelle vicinanze, a cavallo tra le frazioni di Canale e Toppola, sulla cima di una collina, sono ancora visibili i ruderi del Castello feudale di Serino risalente all’839 d. C. che fungeva da baluardo difensivo per gli abitanti. Oggi, dell’intero complesso si può ammirare il Santuario della Madonna delle Grazie recentemente restaurato, sul cui piazzale antistante fa bella mostra di sé uno stupendo esemplare di tiglio secolare.

 

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Altro tesoro nascosto è l’Oratorio Pelosi, una cappella gentilizia in stile barocco, fatta edificare dall’omonima famiglia nel 1475 e dedicata a San Vincenzo. Da non perdere infine, l’acquedotto augusteo di Serino: un’imponente infrastruttura di epoca romana che partiva dal Monte Terminio e trasportava acqua per circa 100 km fino alla Piscina Mirabile di Miseno, nel comune di Bacoli. E per dirla con le parole dello scrittore e regista Mario Soldati:

Irpinia, si chiama questa regione, e non la conoscevo. Com’è varia e bella l’Italia!

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